Direttore: dott. Rodolfo Sabbadini
Vicedirettore: dott. Raffaella Penna
Titolo di ammissione al corso: "Diploma di laurea, o diploma di scuola media superiore per chi svolge già attività lavorativa o di volontariato centrata sulla relazione interpersonale".
“Il counselling è una pratica conversazionale breve, racchiusa in uno o due incontri, mediante la quale il counsellor aiuta il cliente a formulare un suo problema concreto, attuale e ad individuare gli strumenti razionali a sua disposizione adatti ad affrontarlo e risolverlo” (Giampaolo Lai, in Prefazione a Manuale di Counselling, di Rodolfo Sabbadini, ed. Franco Angeli) .
Quando un counsellor incontra un cliente, è importante che essi siano concordi nel definire il più precisamente possibile una situazione di partenza, problematica per il cliente, e una situazione futura diversa, che questi desidera raggiungere, impegnando tutte le energie necessarie per ottenere l’esito auspicato.
Tali presupposti sono imprescindibili per l’attivazione della relazione di counselling:
1) il cliente è consapevole della propria condizione attuale e fornisce al counsellor gli elementi necessari e sufficienti per comprenderla
2) il cliente è determinato ad impegnarsi, con la collaborazione del counsellor, per ricercare e focalizzare le azioni che gli consentiranno di raggiungere la condizione auspicata, o per avvicinarsi ad essa il più possibile
Il compito del counsellor, dunque, è quello di collaborare con il cliente per accompagnarlo dalla situazione A, del tempo t1, infelice, alla situazione B, del tempo t2, felice o meno infelice di quella di partenza.
Il cliente, scegliendo di rivolgersi ad un counsellor, intende avvalersi di un professionista che non utilizzerà strumenti di tipo diagnostico o interpretativo nel percorso che costruiranno insieme, in un rapporto alla pari. Il counsellor, infatti, ricorrerà a procedure e a tecniche che il cliente potrà riprodurre nella propria vita quotidiana, così come ha fatto nello studio del counsellor.
Nella scuola di counselling dell’ITAT, le metodologie e le tecniche sono attinte dal conversazionalismo, dalla linguistica, dalla pragmatica del testo e dalla logica narrativa, nonché dal teatro, mentre i riferimenti per la lettura delle dinamiche relazionali sono rappresentati dalle teorizzazioni dell’antropologia, della psicologia analitico transazionale, e delle neuroscienze, con particolare riguardo alle recenti scoperte in materia di neuroni specchio.
Il percorso, come di consueto, si articola su 8 incontri, ciascuno dei quali è diviso in due moduli. Consulta la brochure per i dettagli.
A seguito della recente sentenza del tribunale di Milano n. 10289/2011 con la quale il tribunale medesimo si è pronunciato sull’applicabilità dell’art. 21 del codice deontologico degli psicologi, alleghiamo la Circolare APsI ( Associazione Psicologi Italiani) recante un commento al dispositivo della sentenza.
Il Metodo Drammaturgico nel counselling è stato messo a punto negli ultimi cinque anni dal “Gruppo di Ricerca per il Counselling Applicato” dell’ITAT di Torino.
Il Metodo può essere utilizzato da professionisti e garantisce un quadro di riferimento sistematico ed efficace per l’utilizzo delle diverse tecniche di intervento nell’ambito delle relazioni interpersonali.
Il Metodo, infatti, non ha matrice psicologica e non presuppone specifiche concezioni psicologiche della persona, ma è finalizzato, piuttosto, a rappresentare una linea guida, per il rapporto con il cliente, che i diversi approcci al counselling possono utilizzare come struttura portante delle proprie, specifiche tecniche di intervento.
Il Metodo si basa:
sulla concezione antropologica della persona intesa come prodotto di un “flusso di relazioni”, continuamente mutevole e mutabile nel tempo;
su un approccio operativo e strumentale al processo empatico, orientato dalla teoria dei neuroni specchio, che può essere oggetto di continuo approfondimento per il counsellor, come per il cliente, attraverso il setting dei Giochi Finzionali di Gruppo;
sulla riconducibilità di ogni problema da trattare a tre ampie categorie corrispondenti a tre Poteri di base del cliente;
sullo sviluppo operativo del trattamento inteso come collaborazione nella stesura di un testo narrativo del quale viene preventivamente concordato l’incipit e l’epilogo e del quale è protagonista una sorta di replicante del cliente;
sull’opportunità garantita al cliente di sperimentare nel qui ed ora, insieme al counsellor, con tecniche attorali, il ruolo del protagonista della narrazione, agendo modalità comportamentali nuove e funzionali al raggiungimento dell’obiettivo concordato.
Il corso, riservato a psicologi, psicoterapeuti e counsellor certificati, si articola in tre week end teorico pratici